Un giovane pastore seduto su un masso sopra il villaggio guarda annoiato le sue pecore Gli abitanti del villaggio arrivano di corsa al pascolo con i forconi, mentre il ragazzo si rotola dal ridere Le pecore scappano da tutte le parti e il lupo, confuso, corre dietro di loro

Al lupo! Al lupo!

Noia al pascolo · letta da Alessandra
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Per i genitori: In Esopo il lupo sbrana tutto il gregge. Nella versione più dolce il lupo disperde soltanto le pecore, e il ragazzo deve cercarle per tutta la notte.

Al pascolo un giovane pastore si annoia, e così si inventa uno scherzo che mette in subbuglio tutto il villaggio. La favola di Esopo sull'importanza di dire la verità, raccontata liberamente dall'originale greco antico.

Esopo · 4 min · letta da Alessandra

Al lupo! Al lupo!: il testo della favola

Esopo (sesto secolo avanti Cristo). Liberamente raccontata dall'originale greco antico.

Ai margini del bosco, non lontano da un piccolo villaggio, un ragazzo faceva il pastore. Ogni mattina portava le pecore al pascolo e ogni sera le riportava a casa. Le pecore brucavano tranquille, i campanacci tintinnavano al collo e il sole attraversava il cielo piano piano. Ma il ragazzo si annoiava tantissimo. «Qui non succede mai niente», sospirava, e tirava sassolini nel ruscello.

Un giorno, però, gli venne un'idea. Si arrampicò su un grande masso, si mise le mani intorno alla bocca e gridò più forte che poteva: «Al lupo! Al lupo! Aiuto, il lupo è arrivato tra le pecore!» Al villaggio tutti si spaventarono e lasciarono subito il lavoro. Il fabbro posò il martello, il contadino lasciò l'aratro, il mugnaio accorse tutto bianco di farina, e tutti avevano in mano forconi e bastoni. Corsero al pascolo senza fiato, ma del lupo nemmeno l'ombra. Le pecore brucavano tranquille, e il ragazzo si rotolava nell'erba dal gran ridere. «Ci siete cascati! Ci siete cascati tutti!» gridava.

Gli abitanti del villaggio si guardarono arrabbiati e tornarono a casa, mentre lui rideva alle loro spalle. Ma al ragazzo lo scherzo era piaciuto così tanto che qualche giorno dopo lo rifece, e poi ancora una terza volta. Ogni volta gridava: «Al lupo! Al lupo!», e ogni volta la gente si spaventava e accorreva. Ma il lupo non c'era mai, c'era solo un ragazzo che rideva di loro. «Ragazzo mio, con queste cose non si scherza», gli disse il vecchio mugnaio. «Un giorno nessuno ti crederà più.»

Poi, una sera, quando le ombre si facevano già lunghe, dal bosco uscì davvero un lupo. Era grande e grigio, e si avvicinava di soppiatto, dritto verso il gregge. Quando il ragazzo lo vide, diventò bianco come un lenzuolo, e questa volta non aveva nessuna voglia di ridere. Saltò sul masso e gridò più forte che poteva: «Al lupo! Al lupo! Aiuto, vi prego, venite! Il lupo è tra le pecore!»

Al villaggio lo sentirono. Il fabbro scosse la testa, il contadino alzò le spalle, e il mugnaio brontolò: «Vuole prenderci in giro di nuovo. Stavolta non ci andiamo.» Tutti pensavano che stesse scherzando come al solito, e così non venne nessuno.

Il lupo si gettò tra le pecore. Belarono spaventate e scapparono da tutte le parti, una nel bosco, una oltre il ruscello, una su per la collina e una tra i cespugli. Il lupo correva di qua e di là dietro di loro, ma in tutta quella confusione non ne prese nemmeno una. Quando venne buio, si stancò e se ne tornò nel bosco brontolando.

Il ragazzo rimase solo sul pascolo vuoto. Per tutta la notte, con una lanterna in mano, cercò le sue pecore nel bosco, lungo il ruscello e sulla collina. Le chiamava per nome e piangeva. Solo quando sorse il sole riuscì a riunirle tutte, stanco, infreddolito e con gli occhi rossi di pianto. Quella mattina capì che il suo scherzo non era stato per niente divertente.

Da quel giorno non disse mai più una bugia. Perché chi dice le bugie ci guadagna solo questo: che nessuno gli crede più, nemmeno quando dice la verità.