Una bambina con il cappuccetto rosso e un cestino saluta la mamma davanti alla casa ai margini del villaggio Sul sentiero del bosco Cappuccetto Rosso incontra un lupo dal sorriso gentile Cappuccetto Rosso raccoglie fiori in una radura piena di sole Il lupo è sdraiato nel letto con la cuffia della nonna, e la bambina lo guarda stupita La nonna, Cappuccetto Rosso e il cacciatore siedono allegri a tavola con la torta Il lupo annusa l'aria sul tetto mentre la bambina porta l'acqua alla vasca con un secchio

Cappuccetto Rosso

In cammino verso la nonna · letta da Alessandra
0:00−9:02

Per i genitori: Nell'originale dei fratelli Grimm il lupo muore per i sassi nella pancia, e il secondo lupo annega nella vasca. Nella versione più dolce tutti e due scappano semplicemente nel bosco.

Una bambina con un cappuccetto di velluto rosso attraversa il bosco per portare la torta alla nonna malata, e lì incontra il lupo furbo. La fiaba più famosa dei fratelli Grimm, tradotta dall'originale tedesco.

Fratelli Grimm · 9 min · letta da Alessandra

Cappuccetto Rosso: il testo della favola

Fratelli Grimm (1857). Tradotto dall'originale tedesco «Rotkäppchen».

C'era una volta una bambina piccola e dolce, e chiunque la guardasse le voleva bene; ma più di tutti le voleva bene la nonna, che non sapeva proprio più che cosa regalarle. Una volta le regalò un cappuccetto di velluto rosso. E siccome le stava così bene e lei non voleva più portare nient'altro, tutti la chiamavano soltanto Cappuccetto Rosso.

Un giorno la mamma le disse: «Vieni, Cappuccetto Rosso, eccoti una fetta di torta e una bottiglia di vino: porta tutto alla nonna. È malata e debole, e così si rimetterà in forze. Parti prima che faccia caldo. E quando sei per strada, cammina per bene, da brava bambina, e non uscire dal sentiero, altrimenti cadi, rompi la bottiglia e la nonna resta senza niente. E quando entri nella sua stanza, non dimenticarti di dire buongiorno, e non metterti subito a curiosare in tutti gli angoli.»

«Farò tutto per bene», disse Cappuccetto Rosso alla mamma, e le diede la mano per prometterlo. La nonna però abitava fuori, nel bosco, a mezz'ora dal villaggio. Quando Cappuccetto Rosso arrivò nel bosco, incontrò il lupo. Ma Cappuccetto Rosso non sapeva che bestia cattiva fosse, e non ebbe paura di lui.

«Buongiorno, Cappuccetto Rosso», disse il lupo. «Grazie mille, lupo.» «Dove vai così presto, Cappuccetto Rosso?» «Dalla nonna.» «Che cosa porti sotto il grembiule?» «Torta e vino: ieri abbiamo fatto la torta, così la nonna, che è malata e debole, si gusta qualcosa di buono e si rimette in forze.» «Cappuccetto Rosso, dove abita la tua nonna?» «Ancora un buon quarto d'ora più avanti nel bosco, sotto le tre grandi querce: lì c'è la sua casa, e più giù ci sono le siepi di noccioli, lo saprai di sicuro», disse Cappuccetto Rosso.

Il lupo pensò tra sé: «Questa cosina giovane e tenera è proprio un bel bocconcino, sarà ancora più saporita della vecchia. Devi fare il furbo, così le acchiappi tutte e due.» Allora camminò per un po' accanto a Cappuccetto Rosso, e poi disse: «Cappuccetto Rosso, guarda un po' che bei fiori ci sono tutt'intorno, perché non ti guardi in giro? Mi sa che non senti nemmeno come cantano dolcemente gli uccellini. Cammini dritta come se andassi a scuola, e invece qui nel bosco c'è tanta allegria.»

Cappuccetto Rosso alzò gli occhi, e quando vide i raggi del sole che danzavano qua e là tra gli alberi, e il bosco tutto pieno di bei fiori, pensò: «Se porto alla nonna un mazzo di fiori freschi, sarà contenta anche di questo. È ancora così presto che arriverò comunque in tempo.» E lasciò il sentiero, corse nel bosco e si mise a cercare fiori. E ogni volta che ne aveva colto uno, le sembrava che un po' più in là ce ne fosse uno ancora più bello, e correva a prenderlo, e così si addentrava sempre più nel bosco.

Il lupo invece andò dritto alla casa della nonna e bussò alla porta. «Chi è là fuori?» «Sono Cappuccetto Rosso, ti porto torta e vino, aprimi.» «Abbassa pure la maniglia», gridò la nonna, «sono troppo debole e non riesco ad alzarmi.» Il lupo abbassò la maniglia, la porta si spalancò, e lui, senza dire una parola, andò subito al letto della nonna e la inghiottì. Poi si mise i suoi vestiti, si infilò la sua cuffia, si coricò nel suo letto e chiuse le tende.

Cappuccetto Rosso intanto era corsa qua e là in cerca di fiori, e quando ne ebbe raccolti tanti che non riusciva più a portarne altri, si ricordò di nuovo della nonna e si mise in cammino verso casa sua. Si stupì di trovare la porta aperta, e quando entrò nella stanza, tutto le sembrò così strano che pensò: «Oh, mamma mia, come mi sento agitata oggi, eppure di solito sto così volentieri dalla nonna!» Disse forte: «Buongiorno!», ma non ebbe nessuna risposta.

Allora si avvicinò al letto e scostò le tende: lì c'era la nonna, con la cuffia calata fin sulla faccia, e aveva un aspetto così strano. «Oh, nonna, che orecchie grandi hai!» «Per sentirti meglio.» «Oh, nonna, che occhi grandi hai!» «Per vederti meglio.» «Oh, nonna, che mani grandi hai!» «Per afferrarti meglio.» «Ma nonna, che bocca terribilmente grande hai!» «Per mangiarti meglio.» Appena il lupo ebbe detto queste parole, fece un balzo fuori dal letto e divorò la povera Cappuccetto Rosso.

Quando ebbe la pancia piena, il lupo si rimise a letto, si addormentò e cominciò a russare fortissimo. Proprio allora il cacciatore passava davanti alla casa, e pensò: «Come russa forte la vecchina! Devo proprio andare a vedere se sta bene.» Così entrò nella stanza, e quando arrivò davanti al letto, vide che dentro c'era il lupo. «Eccoti qua, vecchio furfante», disse, «è tanto tempo che ti cerco.»

Stava già per puntare il fucile, quando gli venne in mente che il lupo poteva aver mangiato la nonna, e che forse era ancora possibile salvarla. Così non sparò, ma prese un paio di forbici e cominciò ad aprire la pancia del lupo addormentato. Dopo qualche taglio vide brillare il cappuccetto rosso. Ancora qualche taglio, e la bambina saltò fuori gridando: «Ah, che paura ho avuto! Com'era buio nella pancia del lupo!» E poi uscì anche la vecchia nonna, ancora viva, anche se riusciva appena a respirare.

Cappuccetto Rosso corse a prendere in fretta dei grossi sassi, e con quelli riempirono la pancia del lupo. Quando lui si svegliò, era così pesante che riuscì appena ad alzarsi. Tutto goffo, si trascinò nel bosco e non tornò mai più.

Allora tutti e tre furono felici. Il cacciatore tolse la pelliccia al lupo e se la portò a casa, la nonna mangiò la torta e bevve il vino che Cappuccetto Rosso le aveva portato, e si riprese. Cappuccetto Rosso invece pensò: «Mai più in vita mia lascerò il sentiero per correre da sola nel bosco, se la mamma me l'ha proibito.»

Si racconta anche che una volta, mentre Cappuccetto Rosso portava di nuovo dei dolci alla vecchia nonna, un altro lupo le parlò e cercò di farla uscire dal sentiero. Ma Cappuccetto Rosso stette bene attenta, tirò dritto per la sua strada e raccontò alla nonna di aver incontrato il lupo, che le aveva augurato il buongiorno, ma aveva uno sguardo così cattivo: «Se non fossimo stati in mezzo alla strada, mi avrebbe mangiata.» «Vieni», disse la nonna, «chiudiamo bene la porta, così non può entrare.»

Poco dopo il lupo bussò e gridò: «Apri, nonna, sono Cappuccetto Rosso, ti porto i dolci.» Ma loro due rimasero zitte zitte e non aprirono la porta. Allora il vecchio lupo grigio girò di soppiatto più volte intorno alla casa, alla fine saltò sul tetto e decise di aspettare che Cappuccetto Rosso tornasse a casa la sera: allora l'avrebbe seguita di nascosto e se la sarebbe mangiata nel buio. Ma la nonna capì che cosa aveva in mente.

Ora, davanti alla casa c'era una grande vasca di pietra, e la nonna disse alla bambina: «Prendi il secchio, Cappuccetto Rosso. Ieri ho cotto le salsicce: porta nella vasca l'acqua in cui hanno bollito.» Cappuccetto Rosso portò un secchio dopo l'altro, finché la grande, grande vasca fu piena fino all'orlo. Allora il profumo delle salsicce salì fino al naso del lupo: lui annusò e guardò giù, e alla fine allungò tanto il collo che non riuscì più a reggersi e cominciò a scivolare. Così scivolò giù dal tetto, dritto dentro la grande vasca. Tutto fradicio, ne uscì e scappò nel bosco più veloce che poteva. Cappuccetto Rosso invece tornò a casa tutta contenta, e nessuno le fece del male.