Davanti alla sua capanna, la mamma scrofa saluta con la zampa tre porcellini che se ne vanno per il sentiero con i loro fagotti Il lupo, con le guance gonfie, soffia sulla casetta di paglia, e il porcellino scappa dalla porticina sul retro Il terzo porcellino costruisce una solida casetta di mattoni rossi, e i suoi due fratelli corrono verso di lui Il porcellino, seduto sul melo, lancia una mela lontano lontano verso il lupo Il porcellino rotola giù per la collina dentro una zangola di legno, e il lupo spaventato fa un salto di lato I tre porcellini accanto al fuoco con un grande pentolone, e la coda del lupo che penzola dal camino

I tre porcellini

Per il mondo · letta da Alessandra
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Per i genitori: Nell'originale di Joseph Jacobs il lupo si mangia i primi due porcellini, e il terzo fa bollire il lupo e se lo mangia. Nella versione più dolce i due porcellini scappano dal fratello, e il lupo si scotta e fugge via.

Tre porcellini partono per il mondo e si costruiscono case di paglia, di rami spinosi e di mattoni, ma un lupo affamato viene a bussare alla loro porta. La fiaba popolare inglese della raccolta di Joseph Jacobs, tradotta dall'originale inglese.

Joseph Jacobs · 7 min · letta da Alessandra

I tre porcellini: il testo della favola

Joseph Jacobs (1890). Tradotto dall'originale inglese «The Story of the Three Little Pigs».

C'era una volta, al tempo in cui i maiali parlavano in rima, le scimmie masticavano tabacco, le galline fiutavano tabacco per diventare forti e le anatre facevano qua, qua, qua! A quei tempi c'era una vecchia scrofa che aveva tre porcellini. E siccome non aveva abbastanza da mangiare per tutti, li mandò per il mondo a cercare fortuna.

Il primo porcellino che se ne andò di casa incontrò un uomo con un fascio di paglia e gli disse: «Per favore, buon uomo, dammi quella paglia, così mi costruisco una casetta.» L'uomo gliela diede, e il porcellino ci costruì una casetta.

Poco dopo passò di lì un lupo, bussò alla porta e disse: «Porcellino, porcellino, fammi entrare!» Il porcellino rispose: «No, no, per il pelo del mio mento mentino!» E il lupo replicò: «E allora soffierò e sbufferò, e la tua casetta butterò giù!» E così soffiò e sbuffò, e la casetta buttò giù. Ma il porcellino sgusciò fuori dalla porticina sul retro e corse via, più veloce che poteva con le sue zampette corte, a cercare il suo fratellino più piccolo.

Il secondo porcellino incontrò un uomo con una fascina di rami spinosi e gli disse: «Per favore, buon uomo, dammi quei rami, così mi costruisco una casetta.» L'uomo glieli diede, e il porcellino si costruì la sua casetta.

Di nuovo arrivò il lupo e disse: «Porcellino, porcellino, fammi entrare!» «No, no, per il pelo del mio mento mentino!» «E allora sbufferò e soffierò, e la tua casetta butterò giù!» E così soffiò e sbuffò, e sbuffò e soffiò, e alla fine la casetta buttò giù. Ma anche il secondo porcellino scappò svelto dalla porticina sul retro e corse dietro al fratello.

Il terzo porcellino incontrò un uomo con un carico di mattoni e gli disse: «Per favore, buon uomo, dammi quei mattoni, così mi costruisco una casetta.» L'uomo gli diede i mattoni, e il porcellino con quelli si costruì la sua casetta. Aveva appena finito, quando arrivarono di corsa da lui, tutti senza fiato, i suoi due fratelli. Li fece entrare, e tutti e tre chiusero bene la porta.

Allora arrivò il lupo, come aveva fatto con gli altri porcellini, e disse: «Porcellino, porcellino, fammi entrare!» «No, no, per il pelo del mio mento mentino!» «E allora soffierò e sbufferò, e la tua casetta butterò giù!»

Ebbene, soffiò e sbuffò, e soffiò e sbuffò, e sbuffò e soffiò, ma la casetta non riuscì proprio a buttarla giù. Quando vide che con tutto il suo soffiare e sbuffare non ce la faceva, disse: «Porcellino, io so dove c'è un bel campo di rape.» «Dove?» chiese il porcellino. «Oh, nel campo del signor Smith, vicino a casa sua. Se domattina sei pronto, passo a prenderti, e ci andiamo insieme a raccogliere qualche rapa per pranzo.» «Va bene», disse il porcellino, «sarò pronto. A che ora pensi di andare?» «Oh, alle sei.»

Ma il porcellino si alzò alle cinque e prese le rape prima che arrivasse il lupo. Il lupo arrivò verso le sei e chiese: «Porcellino, sei pronto?» Il porcellino rispose: «Pronto? Ci sono già andato e sono già tornato, e mi sono portato a casa una bella pentola piena di rape per pranzo.»

Il lupo si arrabbiò moltissimo, ma pensò che in un modo o nell'altro sarebbe riuscito a giocare un bel tiro al porcellino. Così disse: «Porcellino, io so dove c'è un bel melo.» «Dove?» chiese il porcellino. «Giù al Giardino Allegro», rispose il lupo. «Se non mi imbrogli, passo a prenderti domani alle cinque, e andiamo a prendere un po' di mele.»

La mattina dopo il porcellino si alzò di corsa alle quattro e andò a prendere le mele, sperando di tornare a casa prima che arrivasse il lupo. Ma la strada era più lunga, e dovette arrampicarsi sull'albero. Così, proprio mentre stava scendendo, vide arrivare il lupo, e questo, come potete immaginare, gli fece una gran paura.

Quando il lupo arrivò, disse: «Porcellino, come? Sei già qui prima di me? Sono buone le mele?» «Buonissime», disse il porcellino. «Te ne butto giù una.» E la lanciò così lontano che, mentre il lupo andava a raccoglierla, il porcellino saltò giù e corse a casa.

Il giorno dopo il lupo tornò di nuovo e disse al porcellino: «Porcellino, oggi pomeriggio c'è la fiera a Shanklin, ci vieni?» «Oh, sì», disse il porcellino, «ci vengo. A che ora sarai pronto?» «Alle tre», disse il lupo.

Così il porcellino, come al solito, partì prima dell'ora stabilita, arrivò alla fiera e comprò una zangola, un grosso barile di legno per fare il burro. Stava già tornando a casa con la zangola, quando vide arrivare il lupo. Non sapeva proprio che cosa fare. Allora si infilò nella zangola per nascondersi, ma così facendo la fece girare, e la zangola rotolò giù per la collina con il porcellino dentro, e questo spaventò tanto il lupo che corse a casa senza nemmeno andare alla fiera.

Poi andò a casa del porcellino e gli raccontò quanto si era spaventato per una grossa cosa rotonda che gli era rotolata accanto giù per la collina. Allora il porcellino disse: «Ah, ah, allora ti ho fatto paura io! Ero stato alla fiera e avevo comprato una zangola, e quando ti ho visto mi ci sono infilato dentro e sono rotolato giù per la collina.»

Allora il lupo si arrabbiò davvero tantissimo, e disse che il porcellino se lo sarebbe mangiato di sicuro, e che sarebbe sceso giù per il camino a prenderlo. Quando il porcellino capì che cosa aveva in mente, appese sopra il focolare un pentolone pieno d'acqua e accese un gran fuoco. E proprio mentre il lupo stava scendendo, tolse il coperchio, e giù, dritto nel pentolone, cadde il lupo.

L'acqua era così bollente che il lupo saltò subito fuori dal pentolone, ululò a più non posso e, con la lunga coda tra le gambe, scappò dalla porta più veloce che poteva. Non tornò mai più. E i tre porcellini vissero felici e contenti per sempre nella loro solida casetta di mattoni.